mercoledì 24 maggio 2017

Videointerviste Arpiniane: Randagio è l'eroe





ATTRICI:



Caterina Arpino (moglie di Giovanni Arpino) – Giulia Fanchini



Intervistatrice – Francesca Fedeli



REGISTA: Francesca Bertolio



DIRETTRICE DI CAMERA e ASSISTENTE ALLA REGIA: Matilde Zarini







Copertina programma televisivo con musica si dissolve nell’inquadratura dall’altro dell’intervistatrice nella biblioteca della Sig.ra Arpino



Intervistatrice: Salve a tutti, siamo qui in presenza della moglie di uno degli scrittori più singolari e particolari del panorama letterario italiano del dopoguerra: Giovanni Arpino. 



Caterina Arpino entra in scena e saluta gli spettatori



Int: In occasione del trentesimo anniversario della sua morte oggi  avremo una conversazione con sua moglie Caterina in cui ha deciso di parlarci del suo romanzo preferito: “Randagio l’eroe”.



Cambio location, si spostano in giardino e si siedono sulla panchina predisposta



Int: Benvenuta sig.ra Arpino si accomodi pure!



Caterina: “ Salve a tutti e grazie per avermi dato l’opportunità di ricordare mio marito, mancato 30 anni fa .Mi fa piacere essere qui per rendere onore a una mente che tutt’ora considero geniale.



Int: Perfetto, ci racconti un po’ cosa succede nel libro del quale lei ha scelto di parlarci oggi



Caterina: Volentieri! Inizio con il dire che la storia è quella di un animo travagliato, quello dell’ex pittore Giuan, rivoluzionario per il suo pensiero riguardante la Chiesa accompagnato sempre dalla sua fidata moglie Olona, per la quale prova un amore appassionato e ricambiato (foto coppia in sovrimpressione) Diciamo che la storia si apre con la coppia che viaggia in bicicletta per portare a termine una delle loro ultime missioni insieme, non l’ho esplicitato prima, però il protagonista per divulgare il suo messaggio di pace e di cristiano convinto, di notte modifica i graffiti offensivi che vediamo per strada in messaggi dell’amore di Dio (foto graffiti).La questione principale, però è che Giuan cade in una sorta di crisi spirituale e si allontana dalla moglie per chiedere diverse opinioni riguardo al pensiero che la gente ha sulla Chiesa e che ruolo ha essa nella società. Capendo le diverse opinioni che si  Giuan verrà ricoverato in un ospizio in cui avviene un miracolo, ovvero quando Giuan si inginocchia per pregare contemporaneamente cresce un albero (foto albero) che fisicamente lo ferisce e il gigante morirà così come l’albero.



Intervistatrice: “Ora, analizzando in modo più approfondito i personaggi, crede che ci sia qualche collegamento tra il protagonista, Giuan, e suo marito?”



C.A: “ Diciamo che mio marito ha sempre inserito dei dettagli autobiografici nei suoi libri e direi che anche in questo libro non si smentisce. Il Giuan è un eroe moderno, post-conciliare che crede in una chiesa progressista, randagia, aperta e dinamica e anche mio marito, pur essendo laico dedicava molto tempo alla riflessione sulla questione della chiesa ed è come se Giuan fosse una sua maschera in versione cattolica.



Int: “La interrompo subito, parlando di cattolicesimo, secondo lei il centro del libro è la religione oppure la figura di un nuovo eroe, necessaria per questa società?”



C.A: “Io credo che mio marito abbia deciso di fare un quadro della società degli anni ’70, quindi degli anni di piombo (foto anni di piombo) che come tutti sappiamo sono stati anni di violenza e di lotte politiche e sociali, che si riflette sulla società malata di oggi dove mafia, droga e terrorismo sono all’ordine del giorno ed è per questo motivo che molti critici lo definiscono ancora un romanzo d’attualità.. Giovanni descrive tutto ciò attraverso il protagonista Giuan con termini surreali, fantastici e che riprendono, se vogliamo i tratti della letteratura picaresca. Ma quello che Giovanni voleva fare era delineare una nuova figura dell’eroe e lo fa incentrandosi soprattutto sulla questione religiosa che riveste un ruolo fondamentale nell’intreccio della storia. Giuan, da cattolico, prima modificando i graffiti in modo che siano messaggi cristiani, poi chiedendo a persone da vari sfondi sociali cosa pensano della religione, vuole cambiare il mondo. Era un po’ un sognatore, proprio come il mio Giovanni… Si rende conto però che l’unico modo per farlo è un miracolo e nonostante verrà chiamato pazzo, rinchiuso in un ospizio non smetterà mai di credere nella possibilità di un mondo migliore. E poi ci riesce anche! Quindi il nostro Giuan è un eroe cattolico, che con i concetti base della fede riesce a portare a termine anche il suo obiettivo più grande, che sembrava impossibile.



Int: “ Per quanto riguarda il significato che ha l’eroe per l’autore, perchè nel titolo lo definisce con un termine dispregiativo?



C.A: “ Quello che possiamo vedere nel titolo è un chiaro esempio di ossimoro in cui l’eroe prende una connotazione negativa in contrasto con l’accezione positiva del termine. Però Giovanni non lo ritiene assolutamente negativo, anzi pensa che la particolarità del randagio sia proprio quella adatta a un eroe dei nostri tempi. Per lui randagio vuol dire vagare per le strade diffondendo il suo messaggio di pace, quello cristiano puro e confrontarsi con le diverse opinioni riguardo alla chiesa e alla religione.



Int: Arpino è proprio un autore che bisogna leggere a fondo per capire le sue vere intenzioni! Tornando al discorso sui personaggi, posso chiederle qual è il suo preferito?



C.A: Beh, devo dire che il personaggio di Olona sembra fatto proprio su  misura per me! La reputo un personaggio molto profondo, con una psicologia complessa e bisogna scavare a fondo per capirla del tutto. Penso che sia innamorata follemente del marito Giuan, anche se molte volte sembra che favorisca l’amico Frank, in realtà credo che loro siano legati solo da una profonda amicizia, infatti lei va da lui quando il marito va via di casa e comunque pensa sempre al marito. Olona è il braccio destro di Giuan e lo supporta sempre, in qualunque caso nel bene e nel male, come dovrebbe fare una moglie. Anche quando lui se ne va Olona gli resta fedele e lo difende sempre. Mi piace proprio questa cieca fedeltà nei confronti di Giuan e la sua totale fiducia nei confronti del marito nonostante il carattere a volte tormentato del protagonista, è la parte che più preferisco di Olona perché sembra che molte volte Giuan non sarebbe lo stesso senza il suo supporto.



Int: “ Perfetto, molti critici discutono sul ruolo di Frank nella storia, suo marito le ha mai spiegato il suo significato?



C:A: “Devo ammettere che anche io all’inizio non capivo molto bene il suo ruolo, ma questo perché leggevo il romanzo da un punto di vista sentimentale e non polemico. Come Giuan rappresenta l’idea della chiesa post-conciliare, Frank è idealmente l’espressione della chiesa pre-conciliare, quindi esprime la sua idea di chiesa chiusa, statica, legata fortemente alle tradizioni, insomma una chiesa che non si apre al dialogo con gli altri e che non riesce più a diffondere il suo messaggio di pace, insomma una chiesa che ha perso tutti i valori e intenti iniziali per cui era stata fondata. In Frank, quindi, si esprime in realtà la critica su cui gira tutta la tematica principale del libro anche se apparentemente sembra solo un personaggio secondario.



Int: “Siccome siamo arrivati quasi alla fine di questa conversazione, parliamo della fine del romanzo, cosa significa il miracolo prima della morte di Giuan?”



C.A: “Questa è proprio una domanda a cui è difficile rispondere… da come si capisce nel libro il miracolo che vuole compiere Giuan è quello di un cambiamento nella società in cui ci sia una maggiore stabilità, solo un miracolo potrebbe far capire al mondo la vera parola di Dio e la sua carità. Per questo motivo fa sorgere un albero nel giardino dell’ospizio, l’albero biblicamente raffigura la vita che risorge, la crescita dell’albero procura gioia a Olona, Frank e i presenti nel momento, ma la morte successiva del protagonista corrisponde alla morte dell’albero. Questa è una chiara interpretazione di come l’albero rifletti l’opera di Giuan, ovvero quello di far risorgere una nuova idea di Chiesa che, come intenzione ha procurato gioia ai suoi cari, ma non avendo fatto cose che realmente la potessero cambiare non ha lasciato tracce di sé stesso nel cambiamento della società.



Int: “ Finisce così quindi la storia di Giuan, che ha appassionato molti, ma che non si deve ridurre assolutamente a una lettura passiva, ma grazie a questa intervista abbiamo capito che bisogna leggerlo attentamente e che è un romanzo polemico e di attualità anche se non in apparenza. Grazie mille Sig.ra Arpino per la sua collaborazione e disponibilità!”



C.A: “Grazie mille a voi per avermi contattato, è sempre un piacere per me ricordare l’opera che ha fatto mio marito!”



Conduttrice continua a parlare mentre sia l’immagine che l’audio si dissolvono per lasciare spazio ai titoli di coda.

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